La Famiglia: il lavoro e la festa
La Famiglia: il lavoro e la festa

30 maggio - 3 giugno 2012

Card O'Malley: Santificare la Festa. La Famiglia nel Giorno del Signore

La relazione del vescovo di Boston nella terza giornata dei lavori del Congresso internazionale teologico pastorale.

Contraddistinta da frequenti rimandi autobiografici e da poche, ma efficaci, citazioni del Magistero, la relazione del cardinale O’Malley ha sottolineato l’importanza della festa – segnatamente dell’Eucarestia – per la vita della comunità cristiana, chiamando in causa, di conseguenza, la responsabilità educativa dei genitori in tale direzione.  

“Il sacrificio della Messa, è, per noi cattolici, un pasto familiare – ha aggiunto -. È lì che noi facciamo esperienza dell’amore di Dio e impariamo la nostra identità; chi siamo, perché siamo al mondo e cosa fare della nostra vita. Non andare a Messa è come smettere di respirare”.

O’Malley ha citato la dichiarazione di un preside di una scuola cattolica americana - “Sono cresciuto in una famiglia dove andare a Messa la domenica era più o meno un’opzione come il respirare” - commentandola così: “Non si trattava di una questione di genitori autoritari o di pressione sociale; era piuttosto la convinzione di quanto importante fosse l’Eucarestia domenicale per la nostra identità e la nostra sopravvivenza”.

Il primato del Giorno del Signore nella vita di fede – ha sottolineato  O’Malley – è lo stesso del “Sine Dominico non possumus” dei primi cristiani. La centralità dell’Eucarestia festiva nella vita cristiana è tale che – ha continuato l’arcivescovo di Boston - “un metro per misurare il successo della nostra evangelizzazione deve essere la fedeltà dei nostri parrocchiani all’Eucarestia domenicale”. L’Eucarestia è memoria viva di Cristo, raduna la Chiesa attorno alla mensa e plasma la vita quotidiana delle persone e della comunità. Citando Papa Benedetto XVI (“La domenica è (…) un tempo in cui i cristiani scoprono la forma eucaristica che la loro vita è chiamata ad avere”), il cardinale ha sottolineato come “il modo con cui celebriamo la domenica determinerà il modo con cui vivremo il resto della settimana”, dal momento che “è il marchio dell’identità cristiana”.

Ecco perché, prioritaria per la pastorale, è la riscoperta della Messa festiva come centro propulsore del dinamismo cristiano, chiamato poi a dispiegarsi nel resto della settimana. La partecipazione all’Eucarestia, infatti, ha detto O’Malley, ridesta la Chiesa alla sua vocazione di realtà “estroversa”, proiettata verso il mondo. In una parola: missionaria.  “Il nostro compito – per dirla con le sue parole - è di trasformare ‘consumatori’ in discepoli e maestri”.

Tutto questo non può che partire dalla famiglia “piccola Chiesa”. In famiglia i figli imparano il valore della Messa, vengono educati alla partecipazione all’Eucarestia non come una “cosa da bambini”, ma un gesto che riguarda la famiglia nel suo complesso.

Anche se “oggi il ritmo della vita si è accelerato”, anche se “molte famiglie hanno un calendario più pieno, più febbrile di domenica che durante i giorni della settimana” (a causa di sport, hobby ecc.), la famiglia non può sottrarsi a questo compito. “Voi – ha detto il cardinale ai tantissimi papà e mamme in sala - siete i primi maestri della fede per i vostri figli. Il vostro esempio di fedeltà alla Messa domenicale, la preghiera e la moralità parlano più eloquentemente dell’omelia di qualsiasi sacerdote. Quando dei bambini vedono che i genitori amano la Messa domenicale anche loro cresceranno amandola”. Ancora: “La ragione per cui partecipate alla Messa domenicale come famiglia e la ragione della loro istruzione nella fede a scuola o al catechismo è uno dei doni più importanti che potete fare ai figli”.

Non è un compito facile, certo. “Viviamo in un tempo in cui la gente è confusa, ferita e piena di paura”. Ma – ha concluso il cardinale - “prego perché il nostro amore per la Messa e lo stupore per l’Eucarestia aumentino. Facciamo quello che i due discepoli sulla via di Emmaus hanno fatto. Affrettiamoci a dire al mondo che Cristo è vivo”.

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01.06.2012 - 10:04  |  Filippo Magni